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Specializzazione al TFA

«Se vuoi entrare, paghi»: l’ombra lunga della corruzione nei concorsi TFA Sostegno in Italia.

21 Gennaio 2025 di Redazione

La cronaca recente ha sollevato un velo oscuro sul modo in cui avvengono le selezioni di accesso alle professioni educative in Italia. Ricordiamo tutti quando nel 2022 vi fu una pioggia di segnalazioni in merito a presunte irregolarità nei test d’accesso al TFA Sostegno presso l’Università di Salerno, con candidati presentarono ricorsi contro le procedure concorsuali, lamentando una “selezione farsa”. La storia si ripete, stavolta nel Lazio, ma in maniera perfino più grave. Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza hanno infatti scardinato un vero e proprio “sistema” di corruzione all’interno dell’Università di Cassino relativamente al TFA Sostegno.

Il “sistema Cassino”: un meccanismo collaudato.

Il cosiddetto “sistema Cassino” ha mostrato quanto sia fragile l’integrità dei processi concorsuali. Secondo quanto emerso, i candidati erano disposti a pagare somme fino a 15.000 euro per ottenere il superamento garantito delle prove. Intercettazioni, videoriprese e analisi bancarie hanno evidenziato la complicità di professori universitari, dirigenti accademici e intermediari privati. Non si trattava solo di facilitare l’accesso al concorso, ma di costruire una strada spianata verso il successo attraverso fughe di notizie sui quesiti d’esame e promesse di voti eccellenti. Il culmine dell’assurdo? Durante le indagini è emerso che i candidati non necessitavano nemmeno di risposte corrette: bastava riempire le righe della prova, anche con affermazioni palesemente false, per assicurarsi il punteggio massimo.

Un sistema che tradisce i più vulnerabili.

Questi scandali sono doppiamente gravi, se si considera che stiamo parlando di percorsi formativi finalizzati a preparare insegnanti per studenti con disabilità. La delicatezza del ruolo richiede professionisti altamente qualificati e selezioni basate sul merito. Eppure, l’accesso è stato trasformato in un privilegio per chi poteva permettersi di “comprare” il posto.

Studiare all’estero: una scelta preferibile?

Alla luce di questa situazione, molti aspiranti insegnanti stanno considerando di rivolgersi ad atenei esteri, come quelli spagnoli, per ottenere la specializzazione al Sostegno. Le Università spagnole offrono percorsi riconosciuti anche in Italia, con iter di omologazione che, pur complessi, risultano spesso più trasparenti rispetto ai concorsi nazionali. Questa strategia non solo permette di aggirare un sistema italiano troppo spesso macchiato da scandali, ma offre anche l’opportunità di acquisire competenze in contesti educativi internazionali, arricchendo il proprio bagaglio professionale.

Un appello per una riforma urgente.

È evidente che il sistema italiano necessita di una riforma profonda. La trasparenza nei concorsi deve diventare una priorità, così come l’introduzione di controlli rigorosi per garantire che l’accesso alle professioni educative sia basato esclusivamente sul merito. Nel frattempo, chi sogna di diventare un insegnante di Sostegno può valutare percorsi alternativi all’estero, scegliendo un futuro professionale fondato su etica e preparazione autentica. Perché i nostri studenti più fragili meritano il meglio, e il meglio non si compra.

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